Vorticità ottiche in astronomia

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I fusilli di luce del dottor Fabrizio Tamburini

Fabrizio Tamburini, ricercatore precario del dipartimento di Astronomia dell’università di Padova, ha fatto una scoperta sensazionale in grado di cambiare il modo di osservare in Astronomia, ma che avrà implicazioni importanti anche in altri campi, dalla Medicina al Digitale Terrestre.

La teoria di Tamburini si basa sul concetto di vorticità ottica elaborato già molti anni fa da Ettore Majorana. La vorticità ottica è una particolare proprietà della luce grazie alla quale essa può attorcigliarsi e trascinare le particelle materiali in un vortice. Perciò il fenomeno è stato battezzato anche con i bizzarri nomi di “fusilli di luce” o “particelle ubriache”.

Secondo la teoria elaborata da Tamburini se si impartisce alla luce una determinata vorticità ottica si ottiene un potenziamento delle capacità degli strumenti ottici tra cui i telescopi e i microscopi. E il potere risolutivo di un qualsiasi strumento ottico aumenta di oltre un ordine di grandezza: questo significa che, per esempio, se si applicasse la vorticità ottica al telescopio Hubble, che ha un diametro di 2,4 metri, si potrebbero guardare le stelle come se si utilizzasse un telescopio con 24 metri di apertura.

E la teoria di Tamburini potrà essere applicata non solo alla strumentazione ottica, ma anche alle onde radio, in questo modo si potrà far stare in una sola frequenza fino a 100 canali, ad esempio del digitale terrestre, contro i 5 attuali.
Nonostante una scoperta da candidatura al premio Nobel, Tamburini resta un precario.

 

Cosa sono i quasar?

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Quasar

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:  http://it.wikipedia.org/wiki/Quasar

Un quasar (contrazione di quasi-stellar radio source, radiosorgente quasi stellare) è un oggetto astronomico che somiglia ad una stella in un telescopio ottico (cioè è una sorgente puntiforme), e che mostra un grande spostamento verso il rosso (redshift) del suo spettro. Il consenso generale è che questo grande redshift sia di origine cosmologica, cioè il risultato della legge di Hubble. Questo implica che i quasar siano oggetti molto distanti e che debbano emettere più energia di dozzine di normali galassie. Infatti, i quasar sono considerati gli oggetti più luminosi dell’Universo osservabile e una loro caratteristica è di emettere la stessa quantità di radiazione in quasi tutto lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi X e gamma.

Alcuni quasar mostrano rapidi cambiamenti della loro luminosità, il che implica che sono molto piccoli (un oggetto non può cambiare luminosità più velocemente del tempo che la luce impiega ad attraversarlo). Se l’interpretazione cosmologica è giusta, l’enorme luminosità e le brusche fiammate di un quasar sono totalmente inimmaginabili per la mente umana: un quasar medio può incenerire l’intero pianeta Terra da numerosi anni luce di distanza ed emettere tanta energia in un secondo quanta il Sole ne emette in centomila anni.

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